Una studentessa scomparsa, un video inquietante, un corpo in un luogo impossibile. Il mistero di Elisa Lam non ha ancora trovato pace.
Los Angeles, 31 gennaio 2013. All’interno del tetro e decadente Hotel Cecil, a pochi isolati da Skid Row, una delle aree più degradate della città, sparisce nel nulla una ragazza di 21 anni. Il suo nome è Elisa Lam. Canadese, studentessa dell’Università della British Columbia, era in viaggio da sola, alla scoperta della California. Quella che doveva essere un’avventura formativa e rigenerante si trasformerà in una delle storie più oscure e sconcertanti del nuovo millennio.
L’ARRIVO AL CECIL HOTEL: UN POSTO PIENO DI OMBRE
L’Hotel Cecil non è un luogo come gli altri. Aperto nel 1927, è stato a lungo teatro di suicidi, morti violente e presenze inquietanti. Qui hanno soggiornato serial killer come Richard Ramirez e Jack Unterweger. Si racconta che nei suoi corridoi si aggirino fantasmi, e che vi si respiri un’energia densa, pesante.
Elisa vi arriva il 26 gennaio. All’inizio condivide una stanza con altre ragazze, ma dopo pochi giorni, a causa del suo comportamento “strano”, viene trasferita in una stanza singola. Nessuno, né il personale né gli ospiti, sa spiegare esattamente cosa facesse di tanto inquietante. Ma tutti sembrano sollevati dal suo allontanamento.
L’ULTIMO AVVISTAMENTO E IL VIDEO DELL’ASCENSORE
Il 31 gennaio Elisa Lam scompare. Non lascia messaggi, non porta via nulla. I genitori, allarmati dal silenzio, avvertono le autorità. Le ricerche partono subito. Gli agenti perquisiscono l’hotel, camera per camera. Sul tetto, chiuso da porte d’emergenza dotate di allarme, non trovano nulla.
Dopo alcuni giorni, la polizia diffonde un video. È il filmato di sorveglianza ripreso dall’interno di un ascensore, poco prima che Elisa sparisca. Il mondo rimane scioccato.
Nel video, Elisa preme più volte i pulsanti. L’ascensore non parte. Lei sbircia fuori dalla porta, si nasconde, fa strani gesti con le mani, come se parlasse con qualcuno o reagisse a una presenza invisibile. I suoi movimenti sembrano confusi, a tratti infantili, a tratti isterici. Dopo circa tre minuti, sparisce dal campo visivo. L’ascensore si chiude e finalmente inizia a muoversi.
Il video diventa virale. Milioni di utenti lo analizzano, fotogramma per fotogramma. Qualcuno sostiene che il video sia stato manipolato: c’è un salto temporale, forse tagliato un momento decisivo. Altri parlano di possessione, altri ancora di una presenza invisibile. Alcuni si chiedono: chi stava cercando di evitare Elisa? Chi stava inseguendo Elisa?
IL RITROVAMENTO DEL CORPO: IL SERBATOIO D’ACQUA
Passano due settimane. Gli ospiti iniziano a lamentarsi della scarsa pressione dell’acqua. Qualcuno nota un sapore strano, altri riferiscono di un odore sgradevole. Il 19 febbraio, un manutentore sale sul tetto per controllare i quattro serbatoi d’acqua. Uno di questi è stato aperto.
Dentro, galleggia il corpo nudo di Elisa Lam. I suoi vestiti sono lì, accanto a lei, sul fondo. Non ci sono segni evidenti di violenza. Nessuno sa spiegare come abbia potuto raggiungere quella posizione.
Il tetto era accessibile solo tramite scale di emergenza, bloccate da un allarme. I coperchi dei serbatoi sono pesanti e difficili da sollevare. Inoltre, per entrare lì dentro, Elisa avrebbe dovuto scavalcare una piattaforma e infilarsi in un’apertura di circa 40 cm. Tutto questo, presumibilmente, senza essere vista da nessuno. E tutto da sola.
LA VERSIONE UFFICIALE: MORTE ACCIDENTALE
Dopo l’autopsia, le autorità concludono: annegamento accidentale. Nessun segno di trauma, né violenza sessuale. I risultati tossicologici indicano che Elisa aveva assunto i suoi farmaci per il disturbo bipolare, ma in dosi non completamente regolari.
Secondo la versione ufficiale, la ragazza, in preda a un episodio psicotico, si sarebbe spogliata ed entrata da sola nel serbatoio, trovandovi la morte.
Ma le incongruenze restano. Come ha fatto a non attivare l’allarme? Chi ha chiuso il coperchio, se lo ha fatto? E perché?
LE TEORIE: DA YOUTUBE AL SOPRANNATURALE
Il caso di Elisa Lam ha dato origine a una moltitudine di teorie. Alcune razionali, altre decisamente più inquietanti:
- Teoria della malattia mentale: Elisa, già affetta da disturbo bipolare, avrebbe avuto un episodio maniacale/psicotico non riconosciuto per tempo.
- Omicidio occultato: qualcuno l’avrebbe uccisa e nascosta nel serbatoio. Un dipendente dell’hotel? Un ospite?
- Cospirazione: alcune teorie sostengono che fosse coinvolta in ricerche segrete o esperimenti farmaceutici.
- Soprannaturale: l’Hotel Cecil è da sempre associato a eventi paranormali. Per alcuni, Elisa sarebbe stata vittima di una “presenza” oscura.
Nel 2021 Netflix ha dedicato al caso la docu-serie “Crime Scene: The Vanishing at the Cecil Hotel”, che cerca di fare luce sull’intera vicenda. Ma nonostante le indagini e le analisi, resta l’eco di un dubbio profondo.
UN’OMBRA CHE NON PASSA
Ciò che rende il caso di Elisa Lam tanto inquietante non è solo la sua morte misteriosa. È l’atmosfera che la circonda: quel video disturbante, la storia dell’hotel, i tanti piccoli dettagli inspiegabili.
Ancora oggi, a distanza di più di dieci anni, milioni di persone cercano risposte. E forse, proprio come il Cecil Hotel, il mistero di Elisa Lam non vuole essere dimenticato.
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