Mar, 13 Ottobre, 2026
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Albert De Salvo e il Mistero dell’ “Strangolatore di Boston”

by Leonardo Povia
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Nel cuore degli anni ’60, Boston era terrorizzata da una serie di omicidi brutali che sembravano avere poche spiegazioni. Le vittime erano tutte donne, spesso aggredite nelle loro case e lasciate strangolate con indumenti intimi o calze. La cittĂ  era in preda al panico e alla paura, mentre la polizia era disperatamente alla ricerca del colpevole. Fu in questo clima di tensione che emerse la figura di Albert De Salvo, un uomo con un passato difficile e con una serie di crimini sessuali alle spalle. De Salvo confessò di essere l'”Strangolatore di Boston“, ma la sua colpevolezza rimane un punto di discussione tutt’oggi. Chi era veramente Albert De Salvo e come è diventato una figura così controversa nella storia criminale americana? E come ha influenzato la cultura popolare? Scopriamolo insieme in questo articolo che esamina la vita di De Salvo, il suo modus operandi e l’impatto che la sua storia ha avuto nel corso degli anni.

Biografia

Albert De Salvo nacque il 3 settembre 1931 a Chelsea, Massachusetts, in una famiglia di origini italiane. Il suo padre, Frank De Salvo, era un uomo violento e alcolizzato, noto per i suoi frequenti e brutali abusi sia fisici che verbali su Albert e i suoi cinque fratelli. Albert, cresciuto in un ambiente violento e caotico, ebbe un’infanzia difficile e turbolenta, e fin da giovane manifestò segni di problemi comportamentali.

Dopo aver abbandonato la scuola all’etĂ  di 12 anni, De Salvo si dedicò a una serie di piccoli crimini, compresi furti e truffe. Questo comportamento continuò anche durante l’adolescenza e, all’etĂ  di 17 anni, fu mandato in un riformatorio per giovani delinquenti a causa delle sue attivitĂ  criminali.

Nel 1950, all’etĂ  di 19 anni, DeSalvo si arruolò nell’esercito e servì in Germania. Durante il suo servizio militare, si sposò con Irmgard Beck, una donna tedesca con la quale avrebbe avuto due figli. Dopo il congedo dall’esercito nel 1956, DeSalvo tornò a Boston con la sua famiglia e lavorò come operaio. Tuttavia, nonostante sembrasse aver messo ordine nella sua vita, la sua inclinazione al crimine non era scomparsa.

A metĂ  degli anni ’60, DeSalvo divenne noto alle forze dell’ordine come “The Measuring Man” e “The Green Man”, a causa di una serie di crimini sessuali in cui si fingeva un modello scout o un rappresentante di una ditta di manutenzione per guadagnare l’accesso alle case delle donne e poi molestarle. Fu arrestato nel 1964 e, mentre era in custodia, confessò di essere l'”Strangolatore di Boston”, l’assassino responsabile di una serie di omicidi brutali che avevano terrorizzato la cittĂ  tra il 1962 e il 1964.

Le confessioni di DeSalvo furono dettagliate e comprendevano particolari che solo l’assassino avrebbe potuto conoscere. Tuttavia, non fu mai formalmente accusato degli omicidi dell’ “Strangolatore di Boston” a causa della mancanza di prove fisiche che lo collegassero alle scene del crimine. Invece, fu processato e condannato per i crimini sessuali legati agli attacchi dello “Scassinatore” e fu condannato all’ergastolo nel 1967.

De Salvo fu incarcerato nel Massachusetts Correctional Institution di Walpole. Nel 1973, all’etĂ  di 42 anni, fu trovato morto nella sua cella, ucciso a coltellate. La sua morte rimane avvolta nel mistero, e la sua colpevolezza negli omicidi dell’ “Strangolatore di Boston” è ancora oggetto di dibattito e speculazione.

Modus operandi di Albert De Salvo

Il modus operandi di Albert DeSalvo, come riportato nelle sue confessioni, è stato in gran parte coerente attraverso gli omicidi attribuiti allo “Strangolatore di Boston“. Tuttavia, ci sono state alcune variazioni nelle modalitĂ  di attacco e nelle vittime scelte. Ecco alcune delle caratteristiche chiave del suo modus operandi:

Selezione delle vittime: Le vittime di De Salvo erano tutte donne, di etĂ  compresa tra i 19 e gli 85 anni. Sebbene la maggior parte delle vittime fossero giovani donne, alcune erano anziane. Le vittime provenivano da diversi contesti sociali ed economici e vivevano in diverse zone di Boston.

De Salvo aveva un metodo particolare per entrare nelle case delle vittime. Si fingeva un addetto alle riparazioni, un rappresentante di vendita o un model scout per guadagnare l’accesso alle case delle donne. Una volta dentro, passava rapidamente all’azione, sorprendendo e immobilizzando la vittima.

Attacco: Una volta dentro l’appartamento della vittima, De Salvo attaccava la donna, spesso strangolandola con indumenti intimi o calze. In alcuni casi, legava le vittime prima di strangolarle. In molti degli omicidi, le vittime erano anche aggredite sessualmente.

Messa in scena della scena del crimine: Dopo aver ucciso le sue vittime, De Salvo spesso metteva in scena la scena del crimine. Posizionava i corpi in pose particolari, spesso con le gambe divaricate, e copriva i corpi con coperte o lenzuola. In alcuni casi, rimuoveva gli indumenti intimi delle vittime e li posizionava in modo visibile nella stanza.

De Salvo non rubava nulla dalle case delle vittime, il che suggeriva che il movente degli omicidi non era il furto. Questo ha portato gli investigatori a credere che l’assassino fosse motivato da impulsi sessuali o da una profonda rabbia verso le donne.

Frequenza degli omicidi: Gli omicidi attribuiti allo “Strangolatore di Boston” si sono verificati in un periodo relativamente breve, tra il 1962 e il 1964. Questa frequenza ha aumentato la paura e l’ansia nella comunitĂ , poichĂ© sembrava che l’assassino potesse colpire in qualsiasi momento.

Va notato che, nonostante le confessioni dettagliate di De Salvo, alcuni elementi del suo modus operandi e delle sue dichiarazioni non corrispondevano esattamente alle prove raccolte sulle scene del crimine. Queste incongruenze hanno sollevato dubbi sulla veridicitĂ  delle sue confessioni e sulla sua effettiva colpevolezza negli omicidi dello “Strangolatore di Boston”.

Riferimenti culturali

La figura dello “Strangolatore di Boston” ha avuto un grande impatto sulla cultura popolare, ispirando una serie di film, libri, documentari e canzoni. Alcuni dei riferimenti culturali piĂą noti sono:

Film: “The Boston Strangler” (1968) è il film piĂą famoso sull’argomento. Interpretato da Tony Curtis nei panni di Albert De Salvo, il film segue gli eventi che portano all’arresto di DeSalvo e alla sua confessione. Curtis ha ricevuto elogi per la sua interpretazione, ma il film è stato criticato per aver alterato i fatti reali.

Libri: “The Boston Stranglers: The Public Conviction of Albert DeSalvo and the True Story of Eleven Shocking Murders” (1995) di Susan Kelly esamina gli omicidi e presenta prove che suggeriscono che DeSalvo potrebbe non essere stato l’unico colpevole. “A Rose for Mary: The Hunt for the Real Boston Strangler” (2003) di Casey Sherman, nipote di una delle vittime, esplora anche gli omicidi e mette in discussione la colpevolezza di DeSalvo.

Documentari: Ci sono stati diversi documentari sull'”Strangolatore di Boston”, che esaminano le prove e intervistano persone coinvolte nel caso. “The Boston Strangler: The Untold Story” (2008) e “Strangler: The Shadow of Death” (2017) sono due esempi notevoli.

Canzoni: La figura dello “Strangolatore di Boston” ha anche ispirato alcune canzoni. “Midnight Rambler” (1969) dei Rolling Stones, per esempio, fa riferimento all'”Strangolatore di Boston”. Anche “Stranglehold” (1994) del gruppo di rock alternativo The Rutles trae ispirazione dalla storia di DeSalvo.

Podcast: I podcast su crimini veri sono diventati sempre piĂą popolari, e la storia dello “Strangolatore di Boston” è stata spesso oggetto di episodi o intere serie dedicate al caso. Questi podcast esaminano le prove, intervistano gli esperti e discutono le teorie sulle persone coinvolte.

Programmi TV: Diverse serie televisive sul crimine hanno incluso episodi sull'”Strangolatore di Boston”, spesso presentando ricostruzioni drammatiche degli eventi e interviste con investigatori, parenti delle vittime e altri coinvolti nel caso.

La figura dello “Strangolatore di Boston” ha continuato a suscitare interesse e fascino nel corso degli anni, sia a causa della natura orribile dei crimini sia a causa delle domande ancora aperte sulla colpevolezza di De Salvo.

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